Molti pellegrini che si sono fermati nei nostri ospitali ci descrivono come “quelli che lavano i piedi nel loro Ospitale”. La lavanda dei piedi è un gesto che viene spiegato in modi a volte diversi, ma che per noi attinge senso e profondità nel Vangelo.
Al tempo di Gesù i piedi sporchi erano la condizione inevitabile di chiunque si mettesse in cammino. La lavanda dei piedi segnava il ritorno a casa o l’accoglienza in una casa amica; lavarsi i piedi significava essere arrivati, poter rimanere, riposarsi e rimettersi in forze con il pasto comune.
Per questo Gesù compie quel gesto alla fine dell’Ultima Cena, poco prima di “passare da questo mondo al Padre”: attraverso la sua morte e risurrezione, Gesù ci dà accesso alla Casa del Padre. In Lui, morto e risorto, noi siamo arrivati, possiamo rimanere, riposare, rimetterci in forze. Così comprendiamo come Gesù intenda questo gesto e perchè ci chieda di fare lo stesso.
Non si tratta solo di essere servizievoli, umilmente generosi – questo anche un pagano lo può fare – ma di partecipare l’accoglienza nella Casa del Padre che Gesù dona in virtù della sua morte e risurrezione.
L’ospitalità che offriamo ai pellegrini non si spiega solo come un’esperienza umana o umanitaria. Vorrebbe essere segno di quell’altro ritorno e di quell’altra accoglienza: quella nella Casa del Padre, offerta a tutti coloro che sono in cammino come noi alla ricerca di una dimora, di un posto dove rimanere e sentirsi attesi e accolti.
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